Chapterando...

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4 settembre 2023

La startup (acquisita da UnipolSai) cresce da Nord a Sud.


Segnaliamo questo articolo della giornalista @Chiara Galletti in uscita oggi su #L'Economia del #Corriere della Sera.

 

È in calo il numero dei medici di famiglia in Italia: ce ne sono circa 40 mila, ma nei prossimi cinque anni scenderanno almeno a 37 mila. Perché? «Per lo più ricambio generazionale — dice Andrea Orani, co-ceo e co-fondatore di DaVinci Salute, insieme a Stefano Casagrande e Francesco Mainetti — ma è anche un lavoro pieno di incombenze legali e burocratiche. Inoltre ogni medico dovrebbe gestire al massimo 1500 pazienti, molti invece si trovano ad averne anche 18 o 20 mila. DaVinci nasce per facilitare le comunicazioni con il medico di famiglia e migliorare l’accesso alla sanità italiana tramite il digitale».

DaVinci Salute è una startup che ha sviluppato un software in cloud e un’app per permettere a medico e paziente di interagire velocemente, parlando tramite chat o richiedendo un video consulto. Si possono fissare appuntamenti, richiedere prescrizioni e tenere traccia dei propri parametri vitali, cosicché il medico possa monitorare lo stato di salute anche a distanza.

«Assistiamo a un’evoluzione forte del sistema verso la digitalizzazione, ma l’adozione di nuove tecnologie in ambito sanitario si muove ancora con molta cautela rispetto ad altri settori». Il Covid certamente ha dato una forte spinta in questa direzione. DaVinci ha mosso i primi passi nel 2018, inimmaginabile quanto un servizio di salute digitale si sarebbe diffuso due anni dopo. «Nel 2020 avevamo circa 5000 pazienti. I casi sospetti e le persone fragili venivano mantenuti a casa, seguiti in modo costante e monitorati da una centrale operativa di infermieri con device integrati. Se i loro parametri cambiavano, si interveniva per esempio mandando un’ambulanza. È stato un periodo di grande stress per il sistema sanitario. Noi lavoravamo soprattutto con i medici di famiglia, e molti sono deceduti. In poco tempo il loro lavoro è stato rivoluzionato, ad aprile 2020 abbiamo pensato di fornire agli operatori sanitari un servizio psicologico: abbiamo inserito nel nostro sistema la possibilità di accedere gratuitamente a un network di psicologi».

Tre anni dopo l’app di DaVinci Salute conta 40 mila persone mensilmente attive, 300 mila prenotazioni annue, e il progetto di espandersi in tutta Italia a seguito dell’acquisizione da parte di UnipolSai, che ha ora il 66% delle quote.

Poi è arrivata anche la collaborazione con la Regione Lombardia: «Partecipando al progetto regionale di presa in carico della Regione Lombardia, abbiamo visto che per i pazienti cronici, programmando un percorso assistenziale di 12 mesi si riducono del 5,4% i ricoveri e dell’8,6% l’accesso al pronto soccorso».

In cantiere il progetto di integrare l’intelligenza artificiale nel software. «L’Ai potrebbe assistere i medici, leggendo immagini e individuando potenziali pericoli. Per esempio in ambito dermatologico un software di intelligenza artificiale potrebbe interpretare le foto e dedurre le probabilità di contrarre una certa patologia. Questo sistema servirebbe a far fronte a eventuali sviste da parte del medico, ma potrebbe anche rispondere a domande dei pazienti».

Chiara Galletti